Dalla panchina alla tribuna: nuova avventura inglese.

Luglio 2018: un mio caro collega conosciuto durante la positiva e costruttiva permanenza alla Viterbese della scorsa stagione 2017/18, mi prospetta e mi presenta l’opportunità di poter andare a colloquio con il neo coordinatore della Southern-Europe Scouting Area di una delle più blasonate squadre a livello mondiale: il Chelsea.

Stamford Bridge: Chelsea – Southampton 0-0

Dopo una prima telefonata interlocutoria e di conoscenza, ricevo un primo appuntamento in cui mi presento e parlo di me, di ciò che ho fatto e di ciò che mi piacerebbe fare; di come potrei e vorrei mettere a disposizione le mie competenze ed esperienze per affrontare un’eventuale nuova accattivante avventura in un’area scouting di un livello molto importante. La persona con cui parlo, da anni collabora per il Chelsea ed in passato ha già prestato collaborazione per club anglosassoni. ma è anche lui stesso a indicarmi cosa sta cercando il Club, descrivendomi a grandi linee, esigenze ed obiettivi in un’eventuale futura collaborazione.

Tutto bene, si scorgono dei buoni presupposti. Si è entrati subito in sintonia, a tavola in un caratteristico ristorante nella provincia di Verona tra un primo piatto, un paio di bicchieri di vino, all’ora del tramonto di una serata di metà agosto. Mi vengono fatti i complimenti per le mie “licenze” di Allenatore, Videoanalista e di osservatore professionista per cui è stata anche vissuta una certa frequentazione del contesto del Centro Tecnico di Coverciano negli ultimi tre anni.

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L’incontro è satato sin da subito molto promettente ma con una certa autocritica mi sono reso conto che un fattore indispensabile per poter lavorare e dare il meglio di sè è costituito da una buona conoscenza della lingua inglese. Guardando il bicchiere mezzo pieno, pur conoscendo sufficientemente rudimenti di grammatica, sapendolo leggere a scrivere decentemente, mi son detto: sarà l’occasione buona per poterlo imparare in maniera utile a prescindere dall’attività lavorativa! la conoscenza della lingua inglese è ormai essesnziale.

Altro particolare da non sottovalutare: il miglioramento della conoscenza della “popolazione” dei calciatori. Un aspetto che fino ad ora non avevo avuto modo di approfondire in quanto legato a Staff tecnici; ho sempre incentrato l’attenzione sulle squadre dei campionati in cui era coinvolto il mio club di appartenenza.

Finito il primo incontro vengo subito messo alla prova: ho iniziato una serie nutrita di test fatti di visioni e reports di partite (55) “in English language” e anche un paio di video analisi; qualche telefonata  per testare i miei progressi nella lingua, un incontro con con il capo dell’area scouting del Club a Milano e finalmente la firma per il Chelsea a novembre.

Un Iter senz’altro lungo e faticoso ma che mi rende proprio per questo doppiamente felice per aver ottenuto un posto di lavoro affascinante e di sicuro gratificante. Serie A, Serie B, campionato Primavera sono al momento le mie prime mire professionali al fine di migliorare sempre di più l’aspetto tecnico-tattico della Prima Squadra, sulla base delle esigenze del Club e del Coach e con un interessante coinvolgimento nella definizione degli obiettivi strategici da monitorare.

 

 

 

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